Archivio per marzo 2008

Skimboarding

 

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Avendo oggi molta voglia di scrivere, vi voglio parlare un po’ dello skimboard un fantastico sport con la tavola che un mio amico mi ha fatto scoprire quest’estate (grazie Marci).

Storia
Le prime notizie dello skimboard risalgono al 1920 a Laguna Beach in California. Ci sono delle foto che ritraggono i Baywatch dell’epoca che “droppano” (termine tecnico che sta a significare la cavalcata dell’onda con la tavola) sulla spiaggia su delle tavole di compensato marino. Il resto è storia (nel senso che mi faceva fatica cercare altro).

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What’s skimboarding?
Lo skimboarding uno sport che si pratica su una tavola di legno a forma affusolata, detta appunto skimboard, simile a uno skateboard, ma che si usa in riva al mare, dove rompe l’onda sulla spiaggia.
Lo skimboarding sfrutta l’effetto dell’acqua planning, quel simpatico fenomeno fisico che fa slittare le ruote alla macchina quando sei sulla superstrada e sta diluviando. In pratica l’acqua viene schiacciata tra due superfici ed essendo incomprimibile le fa slittare una sull’altra.

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Per fare in modo di non scivolare e cadere si usa mettere sullo strato superiore della tavola uno strato o più, di paraffina, usata anche sulle tavole da surf. La paraffina ha la forma di una saponetta, che va sfregata sulla tavola fino a creare una sorta di “tappeto anti-scivolo”. In questo modo, i piedi dello “skimboarder” rimangono più stabili. La mia tecnica oltre ad aggiungere la paraffina è quella del “Run, Drop, Slide”, ovvero correre, lanciare la tavola e saltarci sopra. Mi raccomando: cercate di lanciarla parallela alla linea dell’onda e saltateci da dietro, per evitare che vi scappi di lato e finire come il mio amico nella foto.

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Purtroppo non mancano le slogature, le ferite ed ogni tanto, anche qualche frattura. Le prime volte si torna a casa pieni di dolori sparsi un po’ ovunque, ma con un’incredibile voglia di tornarci il giorno dopo, perché vi avverto, una volta provata la prima droppata non si smette più, rischiando di farsi veramente male e ancora peggio di fare incazzare la nonna presentandosi con mezzora di ritardo per la cena.

Searching with PubMed

 

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Con Pubmed bisogna farci un po’ la mano, ma una volta capito come funzione diventa uno strumento veramente utile per il medico (o il futuro medico) che vuole tenersi sempre aggiornato sulle ultime scoperte in campo medico.
Per chi è alle prime armi conviene cliccare su Tutorials nella barra di sinistra e guardarsi un po’ di video, molto ben fatti, che spiegano come utilizzare al meglio il motore di ricerca.
Per quanto mi riguarda, dopo aver visto qualche video mi sono divertito a cercare di tutto: dalle patologie del cuore alle avvertenze per le future mamme. Il trucco è cercare di essere il più specifici possibile, selezionando i limiti di ricerca che vogliamo imporre (cliccando su Limits) o si rischia di ritrovarsi migliaia di articoli tra le mani. Ad esempio se si cerca, come ha fatto il sottoscritto, hypertension, si ottengono 39831 risultati, ma se si limita la ricerca agli articoli pubblicati in inglese negli ultimi 30 giorni, riguardanti individui di sesso maschile di età superiore ai 19 anni Pubmed ne trova 13. Molto utile anche ricercare tramite Mesh (vedi Toolbar a sinistra) nel quale è possibile trovare ciò che si cerca anche senza sapere lo spelling in inglese della parola.

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Me Zombie

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How to make yourself a Zombie

Per trasformare se stessi in uno Zombie esistono varie opzioni:

1.Trovare uno Zombie e farsi mordere
2.Provare un nuovo ed infallibile vaccino creato da una dottoressa pazza (come insegna “Io sono Leggenda”)
3.Prendere una foto e ritoccarla con Photoshop

    Io personalmente, non disponendo delle prime due opzioni ho deciso di seguire la terza via. Per quelli di voi che riusciranno ad adempiere ad uno degli altri due punti, tanto meglio, sono di sicuro molto più veloci, semplici ed efficaci. Per quanto riguarda il terzo punto, bisogna iniziare trovando una foto che ci ritrae, più è grande, più il lavoro viene preciso. Io ho scelto questa:

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    (L’ho scelta perchè lo sfondo era già abbastanza tetro e non andava ritoccato più di tanto). Una volta scelta l’immagine apriltela con Photoshop e iniziate il lavoro. Per prima cosa andate su Regolazioni>Bilanciamento Colore ed aumentate il Cyan diminuendo Magenta e Giallo, per iniziare a craere la carnagione da morto vivente. Volendo potete andare anche su Regolazioni>Correzione Colore Selettiva e lavorare su un colore specifico, evitando di cambiare colore anche allo sfondo (io preferisco quest’ultima modalità: è molto più precisa della prima). Una volta soddisfatti del colore del vostro Zombie, andate su Regolazioni>Filtro Fotografico e cercate Filtro Sott’acqua che darà il tocco finale alla carnagione. Con Photoshop ci sono una miriade di opzioni per modificare il colore, qui ho citato le principali, poi sta a voi decidere quali usare. Ora passiamo allo sfondo, come creare un’atmosfera sinistra degna di qualsiasi film horror: andate su Filtro>Rendering>Effetti di Luce. Una volta aperta la finestra degli Effetti di Luce, scegliete il tipo di luce (io ho scelto Faretto) e cliccate su anteprima, in modo che possiate vedere quale effetto meglio si adatta alla vostra foto. A questo punto non mancano che gli occhi. Per evitare di sciupare tutta l’immagine dovete creare una Selezione che vi permetta di lavorare solo sull’area designata (gli occhi in questo caso). Cliccate su Maschera di Contrasto, in fondo a destra sulla ToolBar degli strumenti (pennelli, gomme, etc…), scegliete un pennello e colorate l’area che vi interessa. Se state creando una maschera di contrasto il pennello colorerà automaticamene di rosso l’area selezionata. Una volta finito, andate su Selezione>Inversa. Dovreste veder apparire una linea tratteggiata posta a limite dell’area da voi selezionata. A questo punto cliccate su Timbro Clone (sempre nella Toolbar) e copiate il bianco dei vostri occhi sull’Iride e sulla Pupilla (è normale che non venga uniforme). Cliccate su Cerotto (sempre nella Toolbar) ed uniformate il colore dell’occhio; volendo potete anche usare Sfocatura per creare l’effetto acquoso dell’occhio cadaverico. Poi scegliete un pennello e disegnate le pupille. A questo punto dovreste avere una vostra foto versione Zombie. Ciao al prossimo ritocco ;)

    Feed RSS, Reader & Co.

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    Internet è una fonte di informazione sterminata, basti pensare che “L’insieme dei blog attivi nel mondo, annovera oggi 57 milioni di utenti [...]” (http://iamarf.wordpress.com/). Può quindi diventare complicato visualizzare costantemente tutto ciò che ci interessa per vedere cosa c’è di nuovo e per poi finire, nella maggior parte dei casi, per scoprire che nulla è stato aggiornato. Per questo è nato RSS, un nuovo ed intelligente modo per tenere d’occhio le cose che ci interessano. RSS (acronimo di Really Simple Syndication) è un formato molto popolare per la distribuzione di contenuti nel Web. Alla lettera, Syndication significa: “possibilità offerta da un fornitore di contenuti informativi- ai propri abbonati o chiunque- di ricevere automaticamente ed eventualmente ripubblicare le informazioni da esso prodotte”. (http://sindacazione.altervista.org/sindacazione.html)Per tenersi aggiornati oggi esistono i feed reader (aggregatori) che consentono all’utente di raccogliere i feed RSS dei vari siti di interesse in un unico luogo e di essere informato in tempo reale quando uno di essi è stato aggiornato (vedi Google Reader). Se non fosse ancora chiaro il significato degli RSS, leggete il paragrafo alla pagina http://infomedfi.pbwiki.com/SocialNetworking e visualizzate il video di Lee Lefever in cui vengono spiegati gli RSS in maniera molto semplice.

    [parole: 196]

    Vola Solo chi Osa

    Stavo vagando nel Web quando ho trovato questo video molto carino, che tra l’altro consiglio vivamente all’Adri, perchè molto adatto al motto del suo blog: vola solo chi osa farlo ( http://adri88.wordpress.com)

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